c/o SPAM! – via Don Minzoni 34, Porcari (LU)
copertina del disco GENTLEMAN di Fela Kuti

copertina del disco GENTLEMAN di Fela Kuti

ATTENZIONE: VARIAZIONE DI PROGRAMMA, serata del 17/5.
A causa dell’alluvione che sta colpendo in queste ore l’Emilia Romagna, Marco Zanotti non potrà raggiungerci per la prevista anteprima di Gentleman. La serata ‘MERCOLEDI DA SALMONI’ avrà comunque luogo, e prevederà “Stan up” di/con Fabio Saccomani, seguito – come da programma – da un eccezionale DJ SET afrobeat in vinile di Federico Faggioni che animerà il Dance Club con Susannah Iheme.

Ingresso alla serata: 6 euro
(+2 euro per eventuale tesseramento annuale a SPAM!)


➤ ➤ ➤  IMPORTANTE:
per partecipare è necessario tesserarsi a SPAM!, chiediamo inoltre gentilmente di prenotarsi online entro le h16.00 di mercoledì 17/05:

Il tesseramento 2023 potrà essere effettuato compilando il formulario al link: https://forms.office.com/r/bXpzg52gB9
(entro le h16.00 di mercoledì 17/05). La quota associativa di 2 euro dovrà esser versata in loco.

Form per prenotarsi alla serata del 17/05: https://forms.office.com/r/cXi86tZtbu
(entro le h16.00 di mercoledì 17/05). La prenotazione è individuale ed è riservata a chi avrà già effettuato richiesta di tesseramento.

_____________________

per altre informazioni
tel. 3483213504 – 3483213503
oppure scrivere a info@spamweb.it
www.aldesweb.org/progetti-locali/mercoledi-da-salmoni-2023

SPAM! – via Don Minzoni 34, Porcari (LU) – maps

GENTLEMAN
Ma che idea di mondo c’è dietro a tutto questo?

Un progetto di e con Marco Zanotti e Federico Faggioni
Testi: Marco Zanotti e Roberto Castello, con estratti da “Fela: questa bastarda di una vita” di Carlos Moore – ed. Arcana 2012
produzione ALDES

Il ritmo è strettamente connesso al ballo, alla festa, allo stare bene insieme; genera empatia, mette al centro le persone e produce gentilezza. Cose solo apparentemente innocenti, perché in realtà la gentilezza è una presa di posizione, appunto gentile, per opporsi ad una idea di mondo predatoria. Questo era molto chiaro a Fela Kuti, artista iconoclasta e ribelle politico nigeriano che negli anni ’70 sosteneva che la musica, soprattutto un certo tipo di musica, potesse essere un’arma potente per resistere al modello culturale che l’Occidente stava imponendo all’Africa. Da africano sosteneva che il punto non è l’efficienza bensì l’equilibrio, e cioè che ciò che andava bene per gli inglesi in termini di cultura e di modelli di sviluppo non necessariamente funzionava per i nigeriani, ai quali raccomandava di non scimmiottare igentlemen britannici, per non diventarne involontarie caricature.
Attraverso il sarcasmo dei suoi testi Fela incitava il suo popolo a non avere paura, a battersi per la propria dignità e la propria cultura, a opporre l’intelligenza alla brutalità, Cose in definitiva non così diverse da quelle che provano ad affermare i giovani che oggi manifestano contro i cambiamenti climatici incatenandosi ai tavoli delle redazioni dei quotidiani, imbrattando il dito di Cattelan davanti alla borsa di Milano.

L’Africa è uno dei luoghi al mondo in cui il salto tra le radici ancestrali e la modernità è stato particolarmente brusco e repentino e in cui quindi l’idea di un mondo basato sull’illimitata crescita ed espansione dell’influenza umana non riesce ad attecchire pienamente. Per questo può essere utile, forse, provare ad abbandonare per un attimo l’indimostrabile quanto profonda certezza che la nostra cultura – in quanto dominante – sia ipso facto migliore, e guardarsi per un attimo attorno per vedere se mai ci fosse qualcosa da imparare da come altri cercano di trovare un equilibrio con quello che li circonda.

Fela Kuti diceva: “Quando inizi ad avere ritmo, raggiungi la conoscenza”. Per lui il ritmo era la chiave dello stare al mondo, una condizione estranea alla logica della produzione, un fare che non consuma, che non genera rifiuti, una vita che cerca di girare alla velocità giusta. La filosofa occidentale ha trovato le parole per rappresentare visioni del mondo ben più complesse, ma siamo davvero certi che sia proprio solo nelle parole la chiave per scoprire il modo migliore per spendere le nostre vite?