Debutta al Visavì Festival di Gorizia “Cheza” di Ernesto Aleixo in duo con la batteria di Marco Martinelli.
In swahili (la lingua nazionale della Tanzania e di molti paesi dell’Africa Orientale, la lingua di origine bantu più parlata al mondo) ‘cheza’ significa ballare, suonare, giocare o giocare d’azzardo e, a seconda del contesto, può venire ad assumere infinite altre sfumature di significato. Nel sud del Mozambico, dove vive Ernesto Aleixo, si sente spesso usare ‘cheza’ quando si eseguono le danze tradizionali per incitarsi vicendevolmente ed evitare che il ritmo e l’energia calino. Cheza è eleganza, gioco, sensualità e sintonia con il momento ma può arrivare anche ad essere una richiesta di aiuto o un ordine.

La performance si colloca su un sottile crinale tra tradizione Makonde (il popolo cui Ernesto Aleixo appartiene) e contemporaneità prendendo a modello l’approccio dei più consapevoli e coraggiosi musicisti jazz degli anni della decolonizzazione e del black power, a partire da Ornette Coleman. Un approccio in cui il corpo diventa lo strumento per un flusso di improvvisazione completamente libero e irriflessivo che combina senza pregiudizio modernità ed un passato, anche ancestrale, vissuto e dimenticato, che dimora nel corpo senza che il proprietario ne sia consapevole.
https://goriziadancefestival.it/index.php/it/programma/cheza