Project Description

ENCICLOPEDIA

1991

Enciclopedia-RCastello-foto-Cristiano-Castaldi

Roberto Castello in “Enciclopedia”, foto di Cristiano Castaldi – 1991

progetto ed esecuzione ROBERTO CASTELLO
musiche originali DANIELE BERTOTTO
scenografia LUCIANO PANDIANI
costumi MARIA DE JONG
luci ILDA ROSATI
organizzazione ILARIA BARONTINI
produzione SUTKI, CONSORZIO SETTIMO-VOLTAIRE, TEE, DRODESERA FESTIVAL, ALDES

“Enciclopedia” è una sequenza di brevi assoli ispirati alla danza degli anno ’20/’30 nella quali i danzatori-coreografi usavano confrontarsi con i grandi temi della vita e della morte.
“Enciclopedia” è una sorta di quaderno di esercizi di stile che non ricerca una purezza formale, né l’affermazione di uno specifico stile di danza, ma piuttosto prova a creare con gli spettatori un rapporto di divertita complicità dove la coreografia, con le sue esagerazioni, sdolcinatezze e assurdità, diventa lo strumento per giocare con le grandi idee che regolano la nostra vita.

Presentazione di Elisa Vaccarino
dal flyer dello spettacolo (1991)

«Di cosa parla la danza? O di cosa dovrebbe parlare? Di sé o di qualcos’altro? Ma può la danza parlare? E come? Perché? È autobiografia o enciclopedia? Oppure è piuttosto un catalogo di “cose” che appartengono all’uomo? All’io e agli altri, a me e a tutti, e che si possono dire con il corpo, corpo pensante, corpo che sente, che desidera, che vuole comunicare e trasmettere, che sa e può farlo, senza bisogno di raccontare storie, ma seminando indizi, lasciandosi dietro una scia di tracce, suscitando empatie, sollevando qualche velo sui misteri del sentimento e della ragione.
Siamo appena usciti dagli anni ‘80, con tutto il loro bagaglio di nuova danza, sempre più incline a trasformarsi pericolosamente in nuovo accademismo e nuovo manierismo.
Nella danza d’autore – autore che spesso è anche interprete – una danza definitivamente conquistata a se stessa, si manifesta ormai visibilmente la frattura con le “scoperte” del decennio passato.
Si sente il bisogno di nuove svolte, di nuovi modi, di nuovi contenuti, di nuovi apparati scenici.
Ma che cosa è nuovo? Non è strano: nuovo è il ritorno all’uomo, ai suoi sentimenti, ai suoi stati d’animo, alle sue varianze. È nuovo tornare alla danza moderna, alla danza espressiva, alla danza che abbiamo conosciuto prima del postmoderno, logico, laico e quotidiano.
Roberto Castello, formato alle improvvisazioni ed ai sogni ecologici di Carolyn Carlson, ha fatto parte del gruppo Sosta Palmizi, una compagnia emblematica degli anni ‘80, con la sua poetica terrena e sapienziale da Il Cortile a Tufo, a Perduti una notte.
Poi venendo a un lavoro personale, la sua La danza della rabbia, arruffata di emozioni ha posto le premesse per questa Enciclopedia, una serie di assolo, ispirati a quelli degli anni ‘20 e ‘30, in cui come danz’autore si propone di coniugare le “voci” del catalogo con il gesto, facendo procedere – lo dice lui stesso – dal titolo una scintilla di senso in direzione dell’opera, della sua libera interpretazione.
Felicità, mondanità, passione, sosta, peccato; l’elenco è infinito e mutevole, come lo è un’enciclopedia, che per essere tale deve mantenersi costantemente in progresso.
Enciclopedia, parola greca per dire educazione a tutto tondo. Forse qui da intendere come rieducazione di sé del danzatore, ritorno ai suoi materiali primari, ai nuclei intelligenti della coreografia in rapporto dialettico con il corpo, alla ricerca di un valore linguistico vero e proprio del gesto.
Cosa si può fare con il movimento? Giocare ai rimandi di senso, come Duchamp e Satie, alludere a una surrealtà simbolica feconda di idee, anziché di soluzioni estetiche preconfezionate.
Sfidarsi, insomma, a reinventare tutto».

RASSEGNA STAMPA