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| parte I - LA FORMA DELLE COSE |
| parte II - IN MOVIMENTO |
| parte III - RACCONTA |
| parte IV - SOGNI |
| parte V - CURIOSI |
| parte VI - SUL CORPO (studi) |
| parte VII - DISPERSO |

“Il migliore dei mondi possibili” è una fotografia del presente, uno sguardo sull'oggi e sulla percezione del tempo, sulla discrepanza fra tempo soggettivo e tempo oggettivo. E’ un grande collage di immagini, una grande raccolta di situazioni che si giustificano e si motivano l’un l’altra.
"Il migliore dei mondi possibili" è un progetto pluriennale che occuperà la compagnia dal 2002 al 2008 e si compone di dieci sezioni tematiche autonome, dieci spettacoli autosufficienti ciascuno dei quali composto di piccoli frammenti, di piccole opere quasi autonome, che a seconda dell'argomento mutuano di volta in volta il loro linguaggio da fonti diverse: danza, performance art, teatro delle marionette, happening, teatro. Ad oggi sono state ultimate la parte I “La forma delle cose”, la parte II “In movimento”, la parte III “Racconta”, la parte IV “Sogni”, la parte VII “Disperso”, una serie di studi sulla parte VI “Sul corpo” e 'Carattere' primo studio per “Nel Disastro”, la parte VIII.
“La forma delle cose” (che riceve il Premio Ubu 2003 insieme agli studi delle parti II e III) raggruppa materiali che, per ragioni diverse, attengono alla realtà quotidiana: alle cose che oggi facciamo, pensiamo o vediamo. E’ contemporaneamente un lavoro di contenuto sociale e politico e un ragionare sulla forma del teatro di danza.
“In movimento” è invece una secca riflessione sul coreografare, un lavoro rigorosamente formale che gioca unicamente sulle implicazioni semantiche del puro movimento.
“Racconta” raggruppa materiali che nascono da esperimenti intorno a forme di integrazione fra movimento e narrazione.
“Sogni” è un veloce e divertente lavoro sull’adolescenza e per gli adolescenti che ha come tema la giustizia. Utilizzando danza, parola, video e suono narra i sogni agitati di un ragazzino in una notte di temporale.
“Disperso” è un happening per spazi privi di posti riservati al pubblico, realizzato in collaborazione con Paolo Atzori (architetto della comunicazione).
“Sul corpo” è uno spettacolo totalmente improvvisato realizzato in collaborazione con Giacomo Verde (video artista). Operazione in qualche modo simmetrica a “In movimento”, come quest’ultimo verte sul puro movimento, ma a partire da una totale mancanza di traccia coreografica o di struttura. Ciò che consente agli interpreti di dialogare non è una tecnica di danza o una struttura predeterminata, bensì la condivisione di un approccio estetico finalizzato alla realizzazione, in tempo reale, di un vero e proprio spettacolo ogni volta diverso. L’occhio di Giacomo Verde rimanda su uno schermo particolari dall’azione..
Collaborano o hanno collaborato al progetto
per la regia/coreografia
ROBERTO CASTELLO, ALESSANDRA MORETTI, STEFANO QUESTORIO, AMBRA SENATORE
come interpreti
MASSIMILIANO BARACHINI, VALENTINA BULDRINI, DOMINIQUE BULGIN, ROBERTO CASTELLO, SILVIA CATTOI, VALERIE ERKEN, STEFANIA ERRIQUEZ, FRANCESCA FOSCARINI, MARTA LUCCHINI, SILVIA MERCURIALI, ALESSANDRA MORETTI, STEFANO QUESTORIO, DANILO RUBECA, GABRIELLA SECCHI, AMBRA SENATORE, FRANCESCA ZACCARIA, MARTA ZOLLET
per le musiche
MASSIMILIANO BARACHINI, SINISTRI, TU M’, FABIO VIANA (sonorizzazione), AA VV
per il disegno luci e direzione tecnica
VINCENZO ALTERINI, GIANNI POLLINI
per il video
ALDES, PAOLO ATZORI e NICOLE LEGHISSA, BERTO E BERTA, GIACOMO VERDE
per i costumi
ALDES e ROSE E SASSI di ALESSANDRA MARCHI
per l'organizzazione
MARTINO BALDI, SIMONA CAPPELLINI, ELENA LAMBERTI, CRISTINA PALUMBO, FABRIZIO SALVETTI
come tecnici di tournée
VINCENZO ALTERINI, TOMMASO CHECCUCCI, MICHELE PERCOPO, MARCO SALVATICI, DANIELE SANTI, FRANCESCO TANCREDI
alle produzioni
ALDES, TEMPS D’IMAGES – TEATRO DI ROMA, ARMUNIA - FESTIVAL COSTA DEGLI ETRUSCHI, LA BIENNALE DI VENEZIA, FABBRICA EUROPA, SANTARCANGELO 2006 / 2007 International Festival of the Arts, Drodesera/Centrale FIES, L'ARBORETO - TEATRO DIMORA di Mondaino
con il sostegno di MINISTERO per i Beni e le Attività Culturali / Dip. Spettacolo, REGIONE TOSCANA / Sistema Regionale dello Spettacolo
si ringraziano per il prezioso aiuto L’ARBORETO DI MONDAINO, IL TEATRO MANZONI DI PISTOIA, IL TEATRO DELL’ANTONIANO DI BOLOGNA
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| > ha
debuttato il 4 luglio 2002 al Festival Inequilibrio – Castiglioncello
(LI) > vincitore del Premio Ubu 2003 come miglior spettacolo sez. teatro-danza |
“La
forma delle cose” è uno spettacolo per sei danzatori/attori
per palcoscenici all’italiana. In una scena spoglia inquadrata da
quinte nere campeggia sul fondale una grande video proiezione nella quale
una lancetta segna lo scorrere dei secondi. Per tutto lo spettacolo il rintocco
di un campanello segna lo scadere dei minuti e l’aggiornamento del
conteggio.
“La forma delle cose" tratta del tempo, del nostro rapporto con
esso, della vita sociale e politica intrecciando movimento, parola, video
e musica. E’ una lunga sequenza di brevi frammenti eterogenei che
fotografano piccoli dettagli di realtà quotidiana cristallizzati
in forme coreografiche semplici. Le musiche utilizzate sono per la maggior
parte lavori di sperimentazione realizzati a New York nei primi anni ’80
da autori come Christian Marclay, Adele Bertei, Nigel Rollins, Steven Brown
e Blaine Reininger, accostate a brani di Tricky, Khachaturian e a elaborazioni
sonore della compagnia. I testi vanno invece da Eugene Ionesco a Charles
Bukowski a improvvisazioni e testi scritti dalla compagnia.
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| > 1°
studio: 11 maggio 2002 per 'Solomen / Biennale di Venezia' Teatro Arsenale
(VE) > 2° studio: 4 luglio 2002, Festival Inequilibrio di Castiglioncello (LI) > anteprima: 11 ottobre 2003 per 'TUSCAN DANCE IN MOVEMENT', John Jay College Theater di New York (U.S.A.) > ha debuttato il 29 e 30 ottobre 2003 al Festival Temps D'Images, Teatro India, Roma > riallestimento: 28, 29 e 30 aprile 2005, Teatro delle Passioni di Modena e Teatro S. Martino di Bologna |
Nato
come studio nel 2002 alla Biennale di Venezia, presentato poi nell'autunno
2003 a Roma, Firenze, Catania, Parma e New York, “In movimento”
viene riallestito nel 2005 in una versione profondamente riveduta.
Spettacolo coreografico basato sull’utilizzo dei corpi in chiave rigorosamente
astratta, “In Movimento” è un’opera plastica che
gioca con gli imprevedibili significati che le forme dei corpi nel loro
mutare vengono ad assumere. Cinque danzatori agiscono nella scena illuminata
di sole luci bianche dando vita a quadri enigmatici, contrassegnati ciascuno
da una lettera dell’alfabeto.
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| > 1° studio:
4 luglio 2002, Festival Inequilibrio di Castiglioncello (LI) > 2° studio: novembre 2005, Centro di aggregazione Sociale, Lanusei (NU) > debutto 1a tappa: 13 luglio 2006, Festival Santarcangelo 2006, Fabbrica-Gambettola (Rimini) > debutto: 7 dicembre 2006, Teatro San Martino, Bologna |
Coerentemente con il tema generale de “Il migliore dei mondi possibili” “Racconta”, terzo capitolo della decalogia, ha come argomento la rappresentazione del presente, questa volta attraverso la narrazione della quotidianità di una coppia e delle persone che orbitano intorno ad essa. Ciascuna parte de “Il migliore dei mondi possibili” si caratterizza per la dominanza di un elemento linguistico, “Racconta” è quella dedicata all'uso della parola in abbinamento con la gestualità, il suono e l'immagine alla ricerca di una forma performativa nella quale i diversi piani linguistici si integrino al punto da destituire di senso qualsiasi tentativo critico fondato su presupposti di pertinenza disciplinare.
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regia
e coreografia ROBERTO CASTELLOinterpreti ROBERTO CASTELLO, ALESSANDRA MORETTI, STEFANO QUESTORIO, GABRIELLA SECCHI, AMBRA SENATORE, FRANCESCA ZACCARIA musiche AUTORI VARI progetto luci GIANNI POLLINI video BERTO & BERTA organizzazione SIMONA CAPPELLINI costumi ALDES, ROSE E SASSI di ALESSANDRA MARCHI produzione ALDES con il sostegno di MINISTERO per i Beni e le Attività Culturali / Dip. Spettacolo, REGIONE TOSCANA durata 1 ora circa fascia d’età 11 - 18 anni |
| > 1°
studio: 14, 15 e 16 aprile 2003, Rassegna ‘ETICA’ / Armunia,
Teatro Tenda - Castiglioncello (LI) > ha debuttato il 4 ottobre 2003 al Festival Internazionale 'Zona Franca', Teatro al Parco – Parma > riallestito nel 2004 il lingua francese ad Armentière, Lille (Le Grand Bleu) e Chalon Sur Saone (Festival Istances 2 / Espace Des Arts) - (FR) |
“Sogni”
è un veloce e divertente spettacolo sull’adolescenza rivolto
agli adolescenti.
Costruito intorno al tema della giustizia intrecciando danza, teatro, video,
musica e animazioni 2D e 3D, “Sogni” narra di un ragazzino in
una notte di temporale e dei suoi sogni inquieti abitati da una terrificante
sorellina, da una madre, eccentrica e svampita, da una ragazzina provocante,
da un’amica discreta e da un barbone di nome Socrate. Nulla si viene
a sapere di come i personaggi siano nella realtà, li si vede solo
deformati dal sogno: eccessivi, sbilenchi, comici e a tratti squallidi.
Lo spettacolo, costruito intorno ai temi che più toccano gli adolescenti
(ingiustizie, amore, sesso, rapporti con i genitori, rapporti con i fratelli,
domande esistenziali), grazie all’interazione di più media,
ha una trama narrativa ricca e complessa nella quale i linguaggi si intersecano
offrendo con ironia e leggerezza ai ragazzi e agli insegnanti spunti di
riflessione sui loro rapporti fra le persone e nella vita di tutti i giorni.
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| > primo
studio: presentato nell'arco del 2003 in vari luoghi e festival tra cui
‘Radicondoli Arte’ (SI) e 'Filo d'Arianna festival' (BL) > secondo studio: presentato il 29 e 30 ottobre 2003 nella sezione 'Cantiere Workshop / Festival Temps D'Images', Teatro India di Roma e il 20 dicembre ’03 all’Espace Kelemenis – Atelier de L’Officina di Marsiglia (FR) |
“Sul corpo”
è uno spettacolo interamente improvvisato. E’ un salto nel vuoto
fatto con la sola sicurezza di un approccio estetico condiviso: la volontà
di modellare davanti agli occhi degli spettatori uno spettacolo sempre diverso
la cui coreografia nasce nel momento stesso in cui è rappresentata.
Simmetrico per molti versi a “In movimento” affronta lo stesso
argomento da un punto di vista opposto: tanto il primo è frutto di
un meticoloso lavoro di costruzione autoriale, tanto il secondo persegue la
creazione di senso e di forme solo a partire da una volontà creativa
collettiva.
Giacomo Verde crea un secondo piano di visione aggirandosi con la telecamera
in mezzo ai performers e rimandando su un piccolo schermo dettagli rielaborati
dell’azione.
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| > prima
presentazione: 18, 19, 20 maggio 2004 al Festival Fabbrica Europa di
Firenze, Istituto Francese (FI) > seconda presentazione: 26, 27, 28 luglio 2004 al Drodesera Festival 2004, Sala delle Mezzelune - Centrale di Fies, Dro (TN) |
Tema
di questo capitolo è la riflessione sulla ‘forma spettacolo’.
La creazione è stata di conseguenza affrontata non dando per scontato
che uno spettacolo debba per forza essere costituito da interpreti che agiscono
di fronte a un pubblico seduto.
Il lavoro ha così finito per assumere la forma che fra tutte è
parsa più appropriata a rappresentare il presente: quella di uno
intervento fortemente interattivo che esiste grazie all’attiva collaborazione
degli spettatori e alla loro disponibilità a lasciare tracce scritte,
fotografiche e video che concorrano a formare un affresco collettivo dei
pensieri, dei desideri e della quotidianità della piccola comunità
di spettatori che di volta in volta si viene a formare.