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SUB (anteprima 2018 / debutto 2019)

progetto di ROBERTO CASTELLO
in collaborazione con ALESSANDRA MORETTI, MARIANO NIEDDU e ANDREA COSENTINO

in repertorio

ideazione, coreografia e direzione tecnica ROBERTO CASTELLO

interpreti ELISA D'AMICO, ALESSANDRA MORETTI, MARIANO NIEDDU

video, costumi e oggetti ALDES

produzione ALDES

con il sostegno di MIBACT/Direzione Generale Spettacolo dal vivo, REGIONE TOSCANA/Sistema Regionale dello Spettacolo

grazie al LAVA di Valladolid (ES)

durata 1h ca

A differenza di quanto avviene in molte altre lingue in italiano per dire “fare teatro” non si usa il termine giocare. Eppure il teatro è gioco e nient'altro. Un gioco che, grazie alla capacità immaginativa di chi lo agisce, non ha altro scopo se non quello di accendere l'immaginazione di chi vi assiste. Quello che in teatro conta veramente infatti non è tanto ciò che accade in scena, ma quello che ciascuno spettatore pensa e immagina nel corso dello spettacolo. Si tende a pensare il teatro come un luogo in cui si raccontano storie, in realtà non è così, il teatro è un luogo in cui le persone si incontrano per immaginare e pensare.

Sub è la prima tappa di una ricerca ancora in corso che tenta di mettere al centro dell'attenzione non ciò che le persone dovrebbero o vorrebbero essere, ma ciò che sono, anche loro malgrado, cercando di mettere senza enfasi in evidenza la divina bellezza che si nasconde anche nella stupidità, nell'insensatezza, nell'inadeguatezza, nel disfacimento del corpo e dello spirito, nel decadimento determinato dallo scorrere del tempo.
E’ uno spettacolo di teatro - senza testo - che riflette sul teatro. Sulla sua natura profonda che è essenzialmente non verbale. La materia prima del teatro è quell’enorme complessità di informazioni, dettagli, impressioni e sensazioni di cui è costituito il mondo nella sua incessante mutevolezza, sono le persone: il loro aspetto, le loro movenze, i loro atteggiamenti, la loro espressività, le loro voci, il loro immaginario e solo in minima parte le parole che dicono.

Non esistono parole capaci di narrare davvero la complessità della realtà. Eppure la cultura occidentale, quella che ha sopraffatto tutte le altre, tende a sostituire completamente la realtà con le parole. Il teatro si muove in questa contraddizione.
Per tentare di risolverla Sub ha scelto di essere una giostra per people watchers: uno squinternato caleidoscopio di azioni che di quando in quando vengono accostate a parole, sempre e soltanto scritte.
E’ un gioco che compone e scompone capricciosamente i rapporti di senso fra gli elementi, affermando che non esiste alcuna rassicurante spiegazione ma questa non è una ragione sufficiente per smettere di giocare.

Tribuna Valladolid – 30/04/18

“...SUB è un'esperienza filosofica che mantiene viva la vita nel momento in cui rivela le sue trame. Lo spettatore ha l'opportunità di sperimentare e riconoscere la forza del teatro dal vivo...”

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