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IL COLORE ROSA (studio 2015 - debutto 2016)

spettacolo per ragazzi e famiglie

ha debuttato il 21 e 22 aprile 2016, al Fabbricone (Prato), Rassegna Millepiedi

 

ideazione, coreografia, regia di ALINE NARI


promo video (dur.: 2'30” ca.)> link

in repertorio

interpreti GABRIELE CAPILLI, ALINE NARI, GISELDA RANIERI

voce recitante GRAZIELLA MARTINOLI

testi originali DANIELA CARUCCI

musiche 2CELLOS, V. CORVINO, A. FONTANA, F. J. HAYDN, A. VIVALDI

elaborazioni sonore ADRIANO FONTANA

musiche originali VALENTINO CORVINO

luci MICHELANGELO CAMPANALE

costumi ALINE NARI, ALESSANDRA PODESTA'

produzione ALDES, in collaborazione con Ubidanza

con il sostegno di Mibact-Ministero per i beni e le attività culturali del turismo / Direzione Generale per lo spettacolo dal vivo Regione Toscana/Sistema Regionale dello Spettacolo

un ringraziamento a DAVIDE FRANGIONI e GUENDALINA DI MARCO

durata 50 minuti

Il colore rosa è uno spettacolo di danza-teatro, rivolto ad un pubblico di bambini (6 – 11 anni) e famiglie in cui attraverso la metafora del colore si affrontano i temi della crescita, della costruzione della propria identità e soprattutto della necessità di preservare uno spazio intimo in cui accettarsi semplicemente per quello che si è, al di là degli stereotipi.
Invece alle bambine si continuano a proporre giochi, scarpette, borsette, immancabilmente rosa (e di una sola zuccherosa tonalità), mentre per i maschi il rosa è un colore da evitare, da temere, da negare.  Ma chi l'ha detto che il rosa è “da femmine” e il celeste “da maschi” ? Il cielo è maschio o femmina? l'acqua è maschio o femmina? e le montagne? il temporale, le stelle, gli alberi?
Il rosa, oltre ad essere stato storicamente anche un colore maschile, è  un colore ricco di sfumature difficili da imitare o da riprodurre: perché ogni rosa è unico e ognuno può essere rosa a modo suo.
Attraverso una scrittura coreografica globale (danza, gesto, voce)  lo spettacolo Il colore rosa, nato anche grazie a percorsi laboratoriali sulla questione di genere, parla in modo ironico, evocativo e affettuoso del cammino difficile per riconoscersi nella propria diversità, nella possibilità di cambiare e trasformarsi.

QUI la recensione di Andrea Balestri - Lo sguardo di arlecchino

QUI la recensione di Mailé Orsi - Teatro.Persinsala.it

QUI la recensione di Renzia D'Inca - Rumor(s)cena – 5/5/2016

Andrea Balestri - Lo sguardo di arlecchino - 28/04/2016

"[...] I molti bambini presenti al Teatro Fabbricone sembrano pronti a recepire il portato etico e politico dello spettacolo: non si instaura un corpo a corpo in cui le certezze del pubblico vengono smontate in scena. Succede qualcosa di più delicato, come se lo spettacolo si sintonizzasse con i bambini a un livello più profondo e basilare [...]. Ed è, forse, grazie a questa intima connessione che Aline Nari riesce a parlare ai bambini con un linguaggio a cui non sono abituati. [...] Coreografa e danzatrice, Nari non opera una semplificazione del costrutto scenico: tante sono le sequenze di danza, segmenti di pura suggestione che affascinano i bambini come gli adulti. Il pubblico applaude spesso, interviene, risponde alle domande [...]"

Mailé Orsi - Teatro.Persinsala.it – 3/5/2016

"[…] Coreografie, visioni e quadri suggestivi si susseguono secondo un andamento non narrativo, composto da ritratti, lotte, scoperte […] per esplorare l’identità, non per incatenarla […]”.

Renzia D'Inca - Rumor(s)cena – 5/5/2016

“[…] una scrittura alta, ricchissima di riferimenti letterari ma soprattutto sociologici […] mentre la messa in scena si dipana in una macchina teatrale che mescola bene le sue carte […]”.