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CARE SELVE (2020)

progetto di Aline Nari
 

ANTEPRIMA di "Care selve. Florilegio", la versione del lavoro per spazi esterni: 8/08/2020 a Villa Cuturi di Massa per 'Palcoscenici stellati'.
Il debutto è previsto per il 15/09 a Pistoia per "Teatri di confine".
 

in repertorio

ideazione, testi, regia e coreografia Aline Nari

in collaborazione con Marco Mustaro

interpreti Aline Nari (danza), Marco Mustaro (canto), Alice Belardini (arpa)

voce registrata Graziella Martinoli

musiche Bach, Bizet, Handel, Monteverdi, Mozart, Schumann e altri

elaborazione sonore Adriano Fontana

luci Luca Telleschi

produzione ALDES

con il sostegno di MIBACT / Direzione Generale Spettacolo dal vivo, REGIONE TOSCANA / Sistema Regionale dello Spettacolo

si ringrazia Associazione Fuoricentro Danza (Lucca)

“Care Selve,
eccomi finalmente. Vi prego di credermi quando dico che non attendevo che questa pace per poter nuovamente rivolgermi a voi. Perdonatemi, dunque, perché sapete che io vi appartengo. In questi giorni immobili, ho ripetuto parole spezzate il cui senso in me trascende quanto più dimentico il mio nome.
Ditemi come state. Come avete trascorso i giorni e le ore in mia assenza? Ho saputo che sono tornati gli aironi e il silenzio è nuovo. Sorridete? Non prendetevi gioco di me, ma abbracciatemi e lasciate che io torni a voi come esule alla patria amata”.

Care selve, ombre beate, vengo in traccia del mio cor 
(F. Handel)
  

Care selve, spettacolo di danza, teatro e musica, vuole essere un invito alla riscoperta della spiritualità della natura. Il titolo, ripresa di un topos letterario e di un’aria di Handel, introduce a una prospettiva ecologista il cui fulcro è la gratitudine e il rispetto del creato; uno stato di piacere in cui sentirci amati e ritrovare il senso profondo di appartenenza. Il repertorio musicale, che attinge alla tradizione barocca  e classica, propone brani per voce solista ove la natura è anticipatrice di questo amore e accompagna un viaggio senza tempo: il riconoscimento di due esseri umani che alle selve chiedono conforto e grazie a questo scoprono una possibilità comune.
Nello spettacolo, movimento-canto-suono-parola testimoniano, infatti,  il desiderio di comunione con la natura, un rapporto misterioso ed empatico (sentito in modo immediato dai bambini) che oggi è necessario riscoprire attraverso uno sguardo nuovo capace di illuminare la speranza nelle nuove generazioni. Per questo motivo in Care selve gli strumenti della cultura occidentale concorrono, anche in tempi così difficili come quelli che stiamo vivendo, a suggerire immagini e dinamiche rivolte a rinnovare l’interesse, umano e artistico, alla fluidità come integrazione, al respiro come lode, al sorriso e alla leggerezza come promessa.
 

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